Le colline del Casentino

Il Casentino si trova nel cuore dell’Appennino tosco emiliano, tra Firenze e Arezzo. Si presenta come un’ampia vallata, spezzata da brevi pianure alluvionali, ricca di foreste, paesini, antichi castelli feudali, pievi romaniche ed eremi monastici.

Il relativo isolamento, la bellezza dei luoghi e la pace che li caratterizza, hanno reso il Casentino un luogo d’elezione per monaci e religiosi che fondarono qui i loro monasteri e le loro chiese.

Alla Verna San Francesco salì per ricevere le stimmate, San Romualdo gettò le prime basi dell’eremo di Camaldoli, Dante fu tra i cavalieri guelfi che si batterono a Campaldino e poi visse proprio in Casentino i suoi giorni più amari, quelli dell’esilio. Le terre del Casentino raggiunsero la notorieà fin dal tempo in cui il Dante le menzionò a più riprese nella sua Commedia.

Il nostro itinerario parte dall’Abbazia di Vallombrosa, a circa 27 chilometri da Firenze. L’Abbazia, Fondata da Giovanni Guarberto nel 1038, non è aperta ai visitatori, ma vale la pena raggiungerla per ammirare il bosco di che la circonda.

Andiamo a prendere la Strada Statale 70 e percorriamola per 16 chilometri fino a raggiungere Poppi, un paesino medievale famoso per il Castello dei Conti Guidi, splendida testimonianza dell’architettura medioevale. Cominciato dall’architetto Lapo nel 1274 fu terminato dal suo studente Arnolfo di Cambio. All’interno del castello si trovano la Biblioteca Rilliana, ricca di manoscritti e incunaboli, la Cappella affrescata da Taddeo Gaddi e la Mostra permanente della Battaglia di Campaldino, dove si ricorda la storica battaglia del 1289 in cui i guelfi sconfissero definitivamente i ghibellini.

Una strada secondaria a nord di Poppi conduce all’interno della parte toscana delle Parco delle Foreste Casentinesi. Immerso in questo panorama intatto si trova il luogo simbolo del Casentino, l’ Eremo di Camaldoli. Un suggestivo fondato da San Romualdo nel 1012. Un luogo così rarefatto e isolato attirò fin dall’inizio molti pellegrini che venivano a trascorrere anche solo pochi giorni in preghiera. Per evitare che i monaci venissero disturbati da questo continuo passaggio, nel 1046 San Romualdo fece costruire un monastero più a valle, il Monastero di Camaldoli dove i pellegrini potessero trovare rifugio e non turbassero la quiete dell’Eremo. Il monastero è caratterizzato da un’architettura molto sobria, ma articolata, con tanto di chiostro, biblioteca e farmacia. Le stanze del monastero custodiscono tesori d’arte di valore inestimabile, come i dipinti del Vasari che adornano la chiesa, arredi originali, preziose maioliche ed utensili farmaceutici.

Seguendo la Strada Provinciale di Poppi per sette chilometri si arriva a Bibbiena. La cittadina più industrializzata della zona, centro commerciale di riferimento per tutti i paesini della valle.
Vale la pena fare una visita nel centro storico dove sono conservati dei bei palazzi signorili, tra cui Palazzo Dovizi, casa natale del letterato autore della Calandria, Bernardo Dovizi, detto appunto il Bibbiena.

Nei dintorni si trova Serravalle, un bel paesino costruito tutt’intorno ai resti del suo antico castello. E’ collegato a Camaldoli da una strada secondaria che attraversa paesaggi molto belli, da preferire alla viabilità principale. Lungo la strada che collega Bibbiena a Poppi, merita una sosta il piccolo paese di Ortignano Raggiolo, immerso in una splendida foresta di castagni attraversata da mulattiere perfette per una salutare passeggiata. Il paesino è famoso per la qualità dei funghi e delle castagne che si raccolgono nei boschi vicini.

A solo 22 chilometri da Bibbiena, su una vetta calcarea che domina la splendida Foresta Casentinese, si trova il Santuario de La Verna, luogo religioso di fama internazionale in cui San Francesco d’Assisi e pochi seguaci fondarono nel 1215 quello che in seguito sarebbe divenuto un vasto complesso monastico.

Si possono visitare la chiesetta di Santa Maria degli Angeli, costruita nel 1216 e successivamente modificata, la Cappella delle Stimmate, il Museo del Santuario, le cappelle di San Francesco, San Bonaventura e Sant’Antonio da Padova, la Basilica e il Convento. Nella chiesa principale si possono ammirare le tavole di terracotta invetriata di Andrea della Robbia, un esempio significativo della bottega fiorentina rinascimentale.

Poco sotto il paesino di Chiusi della Verna, si trova Caprese Michelangelo, dove il 6 marzo 1474 nacque Michelangelo Buonarroti. La sua casa natale e il piccolo castello vicino ospitano il Museo Michelangiolesco.


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Comments

complimenti per il blog e per quest post, davvero interessante. il Casentino è un posto stupendo e ancora poco conosciuto, ma merita davvero di essere scoperto…
un saluto da Trivago!

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